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Dediche da scrivere su un libro da regalare





Una vita trascorsa in viaggio da libro inviato per scrivere e regalare raccontare agli italiani cosa stava accadendo nel cuccioli mondo.
(39) VPiazza della Vittoria., Collodi (Pescia - Pt) Italy - E-mail: Comunicazione e Informazioni - Ufficio Stampa - Rapporti con calabria i giornalisti - Mobile: (39) Tel.
Fra questi si distinguono le opere dei dediche padri della Chiesa in latino: innanzitutto SantAgostino, con 186 edizioni, San Gerolamo, con 81 edizioni, Gregorio Magno, con 68 edizioni, San Giovanni Crisostomo, con 31, SantAmbrogio con 14, e via dicendo.Il Fasciculus medicinae di Giovanni di Ketham, assai libro apprezzato per le xilografie, fu stampato 4 volte in latino, una in italiano a Venezia nel 1493 e una in castigliano a Saragozza.Nei primi tempi dellinvenzione della stampa i tipografi pubblicavano in modo frenetico e per esclusivi fini di lucro cuccioli tutti i manoscritti che gli passavano fra le mani, senza alcuna verifica della qualità del testo, spesso revisionato da curatori superficiali o poco preparati.Contatti: Parco di Pinocchio - Tel.Le Institutiones vennero inoltre stampate da Heinrich Eggestein dediche a Strasburgo nel 1472, in due edizioni, a Roma da Lauer e Pflugl e da Hahn e Cardella nel 1473, da Andrea Gallo a Ferrara nel 1473, da Hahn a Roma nel 1475, nello stesso anno.Fra i primi libri stampati da Gutenberg a Magonza, intorno al 1460-62, figura la grammatica latina di Elio Donato (circa 310-380.C.Un certo rilievo hanno le fonti di diritto canonico scrivere e, in particolare, le Decretales di Gregorio IX con 52 edizioni, il Sextus liber Decretalium di Bonifacio viii con 57 edizioni, le Clementine di Clemente V con 40 edizioni, le Decisiones della Rota Romana con.Lo testimonia nel 1480 Antonio Sinibaldi, lultimo rappresentante della tradizione calligrafica dell antiqua, che in un ricorso al catasto fiorentino lamentava la crisi ormai inarrestabile delle attività scrittorie: «Et lo exercitio mio scriveva è solo di scrivere a pretio.Nella seconda metà degli anni settanta sono sempre i tipografi tedeschi a gestire in regime di semi-monopolio la stampa perugina: Heinrich Kleyn di Ulm e Johannes Wydenast stamparono il commento Super II parte Infortiati di Bartolo (1474-75) e, insieme al sassone Jakob Langenbeke, professore.Lesortazione ad accostarsi al diritto romano con gli occhi dello storico implicava ladozione di un metodo filologico e di critica testuale per la migliore comprensione delle fonti, destinato a rimettere in discussione interpretazioni regalo campania e teorie secolari ormai consolidate. La regalo società, che rimase in vita 16 mesi, dovette affrontare lo spinoso problema della commercializzazione dei tre volumi in folio, giacché lambiente universitario locale non era in grado di assorbire tutte le eccedenze.
E, ancora, il Digestum Infortiatum, curato dallavvocato concistoriale Coronato da Planca, stampato nellaprile del 1475 da Vitus Puecher, anchegli ex chierico di Frisinga.




I dati sulleditoria del secondo Quattrocento vanno però presi con beneficio dinventario, considerando anche e soprattutto la fruibilità e lutenza extrauniversitaria frosinone del libro filosofico, teologico, giuridico e medico.La sua intrusione suscitò le ire della potente Confrérie dei librai, formia rilegatori, miniatori, scrivani, produttori di formia pergamene, che lo accusarono non soltanto di aver violato i privilegi corporativi ma di essere addirittura in combutta col diavolo per avere a disposizione tante copie di un bene.Sin dal 1476 il commercio librario veneziano utilizzava regalo cataloghi a stampa delle opere in vendita, edite nella città lagunare o cuccioli provenienti dalle altre regioni italiane, come conferma quello pubblicato dalla tipografia di Giovanni da Colonia e Giovanni Manthen 140.Il dibattito storiografico tra i sostenitori della continuità e i fautori di un profondo e radicale mutamento è ancora aperto.Secondo le stime di Marco Santoro, dei 153 formia incunaboli pubblicati a Napoli dal 1470 al 1479 ben 37 (cioè cuccioli il 24,1) sono di diritto; seguono le opere letterarie, 36 (23,5 quelle religiose, 30 (19,7 la trattatistica con 29 cuccioli titoli (18,9 la medicina e la botanica.Ho un libro sotto, o Dante o Petrarca, o un di questi poeti minori, come Tibullo, Ovvidio et simili: leggo quelle loro amorose passioni et quelli loro amori, ricordomi de regalo mia, godomi un pezzo in questo pensiero» 121.I primi libri pubblicati nel 1471-72 dalla società erano classici e testi di edificazione religiosa: l editio princeps dell Opera di Ovidio, frutto di intense fatiche filologiche ed erudite del Puteolano, «nuper a me recognita impressaque come scriveva nella dedica al cardinal legato Francesco Gonzaga.Tra il 1477 e il 1478 una società costituita da Vizlant, Palmart e dal tipografo spagnolo Alonso Fernández de cuccioli Cordoba pubblicò la cosiddetta Biblia Valenciana, con la traduzione in volgare di Bonifacio Ferrer, condannata dallInquisizione cuccioli nel 1498.Scarsissimi i libri devozionali o liturgici.La città di San Marco era una delle grandi capitali delleditoria europea: soltanto nel primo decennio di attività tipografica (1469-1480) furono pubblicati 596 incunaboli, fra i quali erano naturalmente comprese anche opere destinate allinsegnamento universitario, come i 76 titoli relativi a grammatiche e a libri. Tra i giuristi della prima metà del XV secolo figurano il canonista Niccolò Tedeschi ( Panormitanus, col suo Apparatus in Clementinas, con ben 63 edizioni, il professore padovano Bartolomeo Cipolla (1420-1475) con 29, il senese Mariano Sozzini senior (1397-1467) con 15, laretino Angelo Gambiglioni (morto.
Le edizioni di Aldo non avevano note o pesanti commenti, ma solo agili formia presentazioni esplicative.


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